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Joia – ricercatezza, raffinatezza, poca sostanza

In Italia, Italiano, Milano, Vegetariano on novembre 20, 2008 at 11:42 am
Una tipica portata del ristorante Joia

Una tipica portata del ristorante Joia

22 settembre 2007

Una ricorrenza.

Il desiderio di approfondire la conoscenza della cultura vegetariana.

La disponibilità di un budget sostanzioso.

Questi gli ingredienti che mi hanno fatto decidere di prenotare un tavolo al ristorante Joia di Milano.

Ecco l’indirizzo preciso:

Joia – Alta cucina naturale

via Castaldi, 18

20124 Milano (MI)

tel: 02 2049244, 02 29522124 – si consiglia la prenotazione

Trovai un locale accogliente, molti tavoli, quasi tutti occupati, da coppie e famiglie principalmente.

Scelsi un menù da 70 euro specificando al cameriere che avrei potuto scegliere solo portate prive di latticini (in quel periodo osservavo in modo rigoroso la mia dieta priva di lattosio a causa di un’intolleranza).

Ebbene, i nomi dei piatti che avrei assaggiato non permettevano di comprendere di cosa si trattasse. Ogni portata era denominata con una frase poetica, romantica, sognante. Per tale motivo non avevo assolutamente idea di cosa mi aspettasse.

Si versa prima da sinistra, poi da destra questo il nome di una delle portate: di fronte a me un piatto con tre bicchierini contenenti tre fluidi, uno color arancio (contenente presumibilmente della passata di carote o di zucca) uno verde (contenente della zucchina) uno bianco (contenente del latte di mandorla). Il cameriere, pazientemente, mi spiegò il modo in cui lo chef voleva che si degustasse il piatto. Avrei dovuto bere un po’ dal bicchiere in centro, poi versare da quello di sinistra e berne ancora una metà ed infine miscelare anche quello di destra, bevendone poi il risultato.

Ho osservato con precisione le istruzioni ed penso di aver assaporato quella joia cui si riferisce il nome del ristorante.

Un’altra portata prevedeva il suono del gong prima di essere degustata ed era chiamata appunto gong.

Un’altra ancora si proponeva di abbinare il senso del gusto al tatto ed era costituita da un piatto contenente tre diversi assaggi, i quali dovevano essere degustati toccando alcuni oggetti presenti nell’altro piatto: un sasso, un rametto di rosmarino…

Tra i dolci ho assaggiato il lago di gelatina, servito in un bicchiere alto e trasparente a base rettangolare con alcune fragole galleggianti e dei fili di argento commestibile.

In questo ristorante ho assaggiato per la prima volta oro e argento commestibili, l’oro era utilizzato per ricoprire delle squisite palline servite come antipasto.

Faticai ad arrivare all’ultima portata, nessuna aveva consistenza solida, era tutto liquido o morbido o fluido, per tale motivo il mio stomaco si riempì in fretta ed altrettanto in fretta ebbe fame di nuovo all’uscita dal locale.

Alla fine della serata fui contenta dell’esperienza, anche se avrei voluto usare un po’ di più forchetta e coltello.

Prezzo del menù 70 euro, si possono anche scegliere portate à la carte, nel costo del menù non è compreso il vino.

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