Tasting the world - a spasso nella gastronomia italiana e mondiale

Archive for the ‘Specialità’ Category

Sapori dal Belgio 3 – la birra

In Belgio, Specialità on gennaio 19, 2009 at 4:48 pm
Kasteel Brune servita nell'apposito bicchiere

Kasteel Brune servita nell'apposito bicchiere

Assaggiare le birre prodotte in Belgio ha significato, per me e per la mia compagna di viaggio, compromettere per sempre la possibilità di degustare birre economiche, quelle dei supermercati, ma anche le birre annacquate che spesso vengono servite alla spina nei bar o alle feste.

Non è più possibile ripiegare sulle solite bevande offerte nella maggior parte dei locali di ogni città: bere una birra significa deciderne la gradazione, il colore, il tipo di fermentazione e perfino la località di produzione.

In effetti il Belgio produce più di 600 tipi di birre, scure, chiare, ambrate.

Si può facilmente immaginare come, appena approdate a Bruxelles, avessimo l’imbarazzo della scelta in virtù della molteplice offerta.

Così, ogni giorno, uno o due produttori differenti; ad un certo punto decidemmo che era troppo, i gusti erano talmente tanti! i gradi anche! per cui, basta così, non abbiamo voluto esagerare, ma, insomma, ci siamo fatte un’idea.

Fondamentale è sottolineare la cura nel servizio di ogni birra, ciascuna nel proprio bicchiere, scelto per esaltare al meglio le sue caratteristiche, dal tipo di fermentazione, alla corposità.

La mia preferita è la Kasteel Brune, prodotta nel birrificio Van Honsebrouck. E’ una birra di colore scuro con una frizzantezza tenue, schiuma brunastra e compatta. Profumi di orzo maltato e caramello. Al palato è vivace, dolce, con retrogusto di caffè torrefatto. E’ una birra da collezione, quindi da maturare come un vino in cantina, selezionando bene le varie annate. Alc. 11°%

In Italia le più facili da reperire sono la Leffe (Bruna e chiara), la Duvel (onnipresente nei locali belgi, direi decisamente anonima al palato), la Chimay e la Rochefort (un po’ più rare, ma non impossibili da trovare). Queste ultime le più apprezzate dalla sottoscritta.

Una particolarità belga è la birra Kriek, aromatizzata alla ciliegia. E’ una bevanda leggera ed estremamente dolce, non adatta a chi apprezza il gusto corposo di una doppio malto, ma fatta apposta per chi non ama il sapore amaro della birra, ma preferisce il brio delle bollicine accompagnato dalla freschezza della frutta.

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Sapori dal Belgio 2 – Les gaufres

In Belgio, Italiano, Specialità on dicembre 16, 2008 at 5:31 pm
Un gaufre de Liège

Un gaufre de Liège

Weekend dell’8 dicembre 2008…continua…

Mattina…la voragine nel nostro stomaco rivendicava la colazione, questo locale è troppo caro, quest’altro troppo francese…ma è possibile che nel quartiere al fianco della casa reale di Bruxelles non esistano patisseries?

D’un tratto, un profumo intenso, dolce, un po’ abbrustolito, con una punta di vaniglia, proveniva da un camioncino giallo, che riportava l’immagine di un impasto a forma di piccola griglia.

Si trattava del camioncino dei gaufres, li avevamo già assaggiati a Parigi, inondati di cioccolato, di panna e di marmellata. Decidemmo così di assaggiarne uno, in fondo la fame era troppo grande per non cedere a quella tentazione profumata, anche se, ci dicemmo, era un peccato non assaggiare una specialità belga, ma “accontentarci” di un sapore francese già noto.

Ci avvicinammo e ordinammo due gaufres al cioccolato. Il venditore ci spiegò che li aveva solo naturali, con rammarico, accettammo ribadendo l’ordinazione. Mentre scaldava i nostri dolci mattutini, quell’uomo gentile ci disse che mettere il cioccolato sui gaufres era come mettere la maionese sulla pizza, ci chiese: voi non lo fareste mai, vero? Ci spiegò, così che esiste una grande differenza tra i gaufres che avevamo assaggiato a Parigi e quelli che vendevano loro, i primi erano costituiti dallo stesso impasto utilizzato per le crepes, i secondi, invece, si chiamavano gaufres de Liège (località belga) ed avevano una ricetta completamente diversa, efficace e buona senza bisogno di aggiungere altro.

Era assolutamente vero.

I gaufres de Liège erano ottimi, croccanti al punto giusto, con una doratura superficiale che poteva essere riconducibile ad una certa quantità di zucchero caramellato (la ricetta è a base di farina, burro, zucchero vaniglinato e zucchero perlato, lievito di birra). Erano squisiti al punto che al successivo camioncino ne abbiamo comprati altri due, riempiendo così le nostre fauci anche per il pranzo.

Ecco un link nel quale è possibile reperire una ricetta attendibile http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/11/les-gaufres-de-liege-via-donatella.

I baracchini che vendono questi gaufres originali sono gialli, ce n’è uno in place Flagey, due nella grande strada parallela al palazzo reale, ma chissà quanti in tutta Bruxelles. C’è anche un’altra catena di camioncini, dal nome italiano che dicono di vendere il vero gelato italiano e lo servono sui gaufres, a questo punto o sono i gaufre francesi oppure profanano i gaufres de Liège quindi noi abbiamo deciso di tenerli a debita distanza.

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Sapori dal Belgio 1 – Les Frites

In Belgio, Specialità on dicembre 16, 2008 at 4:55 pm
Frites Flagey - ovvero le migliori patatine fritte di Bruxelles

Frit-Flagey - ovvero le migliori patatine fritte di Bruxelles

Weekend (molto) lungo, ponte dell’8 dicembre 2008

La meta era decisa. Si partiva per Bruxelles.

Città romantica, dal clima ballerino, con i suoi palazzi dai tetti a scale, l’art nouveau, la birra, il cioccolato.

Mille sorprese per una metropoli così piccina e tra di esse, non può mancare il gusto. Un gusto già sentito tante volte, proprio perché alcune delle specialità del Belgio hanno conquistato il mondo intero; ma anche gusto nuovo, incontro di sapori, di emozioni.

Cominciamo dalle frites, o meglio le pommes frites, le french fries il cui nome sembra possedere origini galliche, sarebbero in realtà una invenzione belga, che la popolazione autoctona a ragione rivendica. E così, come in Italia le pizzerie, come in USA i fast-food, come nel mio quartiere di Torino i kebabbari, ad ogni angolo dei quartieri di Bruxelles è possibile trovare piccoli locali che cucinano le rinomate patatine fritte. Attenzione però, i migliori sono i camioncini che si dispongono a lato delle strade, quelli che si possono trovare per caso, o che qualche belga gentile consiglia, quelli poco visibili, con una piccola insegna, ma raggiungibili seguendo l’inconfondibile profumo di fritto.

La ricetta originale vuole che le patate, tagliate in grossi bastoncini irregolari, siano fritte nello strutto, non sono certa che la ricetta sia rispettata, è più probabile che i friggitori abbiano deciso di ripiegare su una frittura a base di olio.

Frites

Delle ottime frites

 Le patatine fritte vengono vendute in coni di carta assorbente, è importante domandare delle petites frites: la porzione più piccola è già il triplo della quantità media che servono da Mc Donald’s per intenderci. Ad un certo punto il cuoco chiederà: “sauce?” I baracchini belgi hanno una ventina di salse tra cui scegliere, ma bisogna ricordare di rispondere oui, mais sauce à part! Così la salsa verrà servita in una vaschetta di plastica richiudibile, che può essere conservata se non viene terminata, ma soprattutto si eviterà di inondare le patatine con una quantità incredibile di sostanza viscosa e saporita. Le salse migliori sono la ketchup-curry, la bernese (dall’ottimo profumo di dragoncello), la tartara, la pili-pili (per chi ama il peperoncino), ma ognuno può divertirsi a variare ogni volta. In Belgio le frites sono il pranzo veloce di chi ha poco tempo, spesso chi compra un cono di patate fritte, acquista anche della carne, servita sotto forma di panini oppure semplice, spesso dei wuster (cervelas), ma anche della carne a bocconcini (carbonnade).

Le frites migliori possono essere trovate in place Flagey, nel quartiere Ixelle, proprio accanto ad un piccolo specchio d’acqua, sulle rive del quale si innalzano alcune delle abitazioni più lussuose della città.

Risengrynsgrot – Norwegian rice porridge with cinnamon

In English please, Specialità on novembre 11, 2008 at 4:51 pm
Riso cremoso alla cannella - dalla Norvegia

Norwegian rice porridge with cinnamon

Risengrynsgrot is a typical norwegian rice porridge, eaten after ski to raise one’s heat and energy up.

It is a soft cream, which is made boiling rice in water and milk for at least three hours. After cooking this porridge, you can add some whipped cream to make it softer.

Here you can find the recipe http://www.cybershingle.com/recipes/pages/rice-risgrot.htm

They serve it with cinnamon and raw sugar on it, drinking a glass of red fruits juice.

I tasted it in Oslo, they offered me during a boat trip around the norwegian capital’s fjord.

A little heavy on your stomach, don’t eat too much, but it is warming and very good.

Risengrynsgrot – Riso cremoso alla cannella norvegese

In Specialità on novembre 11, 2008 at 4:40 pm
Riso cremoso alla cannella - dalla Norvegia

Riso cremoso alla cannella - dalla Norvegia

Il risengrynsgrot, quasi impronunciabile specialità norvegese, è una sorta di porridge, o meglio, pastone invernale, consumato dagli abitanti della terra d’origine per ricaricarsi di calore ed energia dopo i pomeriggi passati sulla neve.

Si tratta di una morbidissima zuppa, preparata facendo cuocere il riso in acqua e poi in una quantità abbondante di latte, per almeno tre ore.

Al termine della cottura, alla crema di riso ottenuta si può aggiungere della panna, per renderla ancor più soffice.

Si serve con una spolverata di cannella e di zucchero di canna, accompagnandola con del succo ai frutti rossi.

Mi è stata offerta ad Oslo, durante una gita in barca al largo del fiordo della capitale norvegese.

Un po’ pesante, non bisogna abusarne, ma è ottima e riscaldante.

La granita siciliana – un ricordo da Messina

In Italiano, Specialità on novembre 6, 2008 at 8:27 pm
Granite al caffé e fragola con panna e brioche

Granite al caffé e fragola con panna e brioche

Se andate in Sicilia, non potete farvi mancare la tipica granita.

Dal mio viaggio a Messina dell’estate 2008 ho portato con me questa foto ed il ricordo del particolare abbinamento tutto siciliano, granita sormontata da abbondante panna fresca da consumare intingendo la tipica brioche.

Mi raccomando, non dite ad un siciliano che la loro granita è uguale a quella che si può trovare nel resto d’Italia, innanzitutto perché tale affermazione presuppone il fatto che non l’abbiate ancora provata, inoltre perché potreste inimicarvi la popolazione locale.

La sua caratteristica particolare è che è preparata in particolari recipienti di acciaio (materiale necessario per ottenere una consistenza soffice e senza grappoli di ghiaccio) ad una particolare temperatura, rimestando ad intervalli regolari per rompere i cristalli di ghiaccio al loro formarsi, ottenendo una granita tra il cremoso e il granuloso.

I gusti in cui è possibile trovare la granita siciliana sono il limone, il latte di mandorla, i gelsi, la fragola, la pesca, il cioccolato ed il caffé (quest’ultima consumata nelle colazioni estive messinesi).

La tradizione raccomanda di degustarla staccando il cappuccio della brioche ed intingendolo per primo nella granita.

Delizia per il palato e per il cuore.