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La ruota – the wheel where you eat your fill

In English please, Turin on ottobre 27, 2008 at 10:37 pm
La ruota - the Wheel

La ruota - the Wheel

24th October 2008

That weekend I was waiting for some friends of mine who came from Como to spend some days with me in Torino.

I had reserved a table in a cheap restaurant outside the city, it was a place I used to know, so we hadn’t any surprises but we enjoyed our familiar, abundant, home made, local meal.

Here’s the address:

La ruota

S. Maria Pieve Street, 29
10060 Scalenghe (TO) 40 minutes by car from the centre of Torino – direction Pinerolo
011-9861701

Reservation recommended

La Ruota restaurant goes on like this: they don’t show the menu so you can’t choose what you eat. The waitress offers you everything they have from the kitchen and you can eat it or decline.

There are many starters, two first courses, some second courses, and the desserts; you can also have some more of any dish if you ask.

They continue serving food until you ask them to stop, when you can’t bear eating anything else.

Here’s what the kitchen offers:

Starters:

A selection of cold cuts (salami etc…)

Cheese with spices and garlic

Aggiughe al verde (a typical food in Torino, salted anchovies with parsley green sauce)

Spiced pork sausage with mashed potatoes

Vitello tonnato (a typical starter in Torino, veal slices with caper and tuna fish sauce)

I primi:

Risotto with red chicory

Pasta with tomato sauce

The second courses:

Il fritto misto alla piemontese (mixed fried food piemontese way) this is a very typical dish in Torino, they serve some fried salted and sweet food together. You can have fried sausage and chicken, fried slices of apple, fried sweets and bisquits. You have to taste it.

Roasted veal, baked guinea fowl, which we all declined.

French fries.

Fruit with ice cream

Coffee

The meal was served with all the water and wine we wanted. I drank a white wine from Langhe 2007 (a special land in Piemonte region).

The bill was 18 euro a testa, we were satisfied and full, but smiling.

This restaurant is not suitable for anniversary or romantic dinners.

La ruota – una girandola di portate, fino a non poterne più

In Torino on ottobre 27, 2008 at 10:02 pm

La ruota di Scalenghe

24 Ottobre 2008

Quella sera attendevo ospiti per il weekend, la mia dolce metà ed alcuni amici venuti da Como. Al loro arrivo, dopo aver posato i bagagli ed essersi rinfrescati dal viaggio stancante, partimmo alla volta di Scalenghe per una cenetta economica e divertente fra amici.

Sapevo cosa ci aspettava, avevo avvisato i miei compagni di viaggio riguardo alla tipologia del ristorante in cui avremmo cenato. Un servizio modesto ma cordiale, un contesto familiare, buon cibo locale casereccio, vino e acqua a volontà, un conto commisurato a quanto appena citato, questo locale non è certo l’ideale per una cenetta romantica. Così, senza sorprese, ci recammo al tavolo prenotato (è necessario prenotare, se no si rischia di non trovare posto) e ci godemmo una serata in tranquillità.

Ecco i dati del ristorante:

La ruota

Via S. Maria Pieve, 29
10060 Scalenghe (TO) a circa 40 minuti di automobile dal centro di Torino in direzione Pinerolo
011-9861701

Alla ruota le cose funzionano in questo modo: non esiste una carta nella quale scegliere le proprie portate, ma ogni commensale può assaggiare ogni piatto offerto dalla cucina. La cameriera passa e chiede il permesso di distribuire nei piatti tutti gli antipasti, i primi, i secondi e i dolci a loro disposizione, sta al cliente rifiutare o dire basta quando non ne può più.

Ecco cosa mangiammo:

Tra gli antipasti:

Affettati misti – salame nostrano, pancetta, prosciutto cotto e crudo (molto buoni e freschi)

Formaggio tipo toma speziato (un po’ aglioso, ma ottimo)

Aggiughe al verde (per i piemontesi, una delizia locale, per chi non le conoscesse sono acciughe dissalate in salsa di prezzemolo)

Cotechino con puré

Vitello tonnato (in Piemonte viene servito tra gli antipasti, ottima la salsa tonnata)

I primi:

Risotto con radicchio (buono)

Tagliatelle con sugo (un po’ scotte, niente di che, non raccomandabili)

I secondi:

Il fritto misto alla piemontese (per chi non lo conoscesse, ovvero per tutti coloro che sono estranei alla cucina piemontese, si tratta di una portata che nella giusta quantità potrebbe anche costituire un piatto unico, costituita da diversi cibi, sia salati sia dolci, impanati e fritti) in particolare, tra i fritti: cotoletta di pollo, zucchina, salsiccia, semolino, mela, amaretto morbido, bacio di dama ed infine rane (non le ho provate, ma i coraggiosi sostennero somigliasse al pollo).

Arrosto di vitello e faraona al forno che nessuno di noi riuscì ad assaggiare, ci arrendemmo prima

Patate fritte, alle quali non si riesce a dire di no

Macedonia con gelato al fiordilatte

Caffè per chi lo desidera (io non lo bevo)

Il tutto innaffiato con acqua a volontà e vino bianco e rosso; personalmente ho bevuto il bianco, un vino delle Langhe del 2007, non male.

Il conto è stato di 18 euro a testa, soddisfatti e stracolmi siamo tornati a casa con il sorriso sulle labbra.

L’acino – in the centre of Torino good food and wine

In English please, Turin on ottobre 27, 2008 at 7:16 pm

23rd October 2008

That evening I decided to host a young guy met through the couchsurfing community (www.couchsurfing.com). It was the first time I had the couchsurfing experience and I advice it to you all.

Jo, my surfer-guest, was a belgian boy who wanted to visit Torino before going back to his Country and after having met some other couchsurfers in Rome and Bologna.

After a walk around Torino we decided to have dinner in a typical restaurant, I wanted him to taste Torino food, one of the best regional food in Italy, in my opinion.

The restaurant’s name is L’acino, a wine bar with kitchen in the heart of the quadrilatero romano, a sort of latin quartier in Torino.

Here’s the right address:

L’acino

Via S. Domenico, 2
10122 Torino (TO)
011 5217077

Jo’s favourite food is meat, so I recommended him tasting two of the best known and appreciated meat dishes in Torino.

He took the “Vitello Tonnato”, veal meat slices covered by a sauce made with tuna fish, caper and mayonnaise. After dinner he told me he was afraid he would dislike that sauce, but once he had tasted it, he loved it. Afterwards he took a braised beef with Roero 2004 wine sauce and potatoes. He liked that dish too.

Personally, I chose some vegetarian dishes, I love cheese and I went for it.

First of all I had a great entrée, that was for me a revelation. I chose a soufflé made of Castelmagno (a typical Torino cheese) with fig jam and honey. It was awsome, I highly recommend it to people who like sweet and sour food. I tasted it slowly to make it last longer.

Afterwards, I took typical italian pasta filled with goat cheese, with butter and sage sauce, classical but very good.

Our meal was served with typical Torino bread-stick, that Jo didn’t know and appreciated a lot.

We drank a very good wine bottle: Dolcetto D’Alba 2007.

The bill was around 50 euros, not bad at all.

Jo was used tasting pizza and lasagne, maybe he thought italians only ate those things.

I’m happy I let him know more about italian food.

L’acino – al quadrilatero romano un grappolo di bontà

In Torino on ottobre 27, 2008 at 5:57 pm

23 Ottobre 2008

Quella sera decisi di accogliere nel mio appartamento, nei pressi del centro di Torino, un ragazzo belga in viaggio di piacere in Italia, che sarebbe ripartito il giorno seguente per la sua città. Era la prima volta che mi decidevo a partecipare ad uno scambio culturale, ero timorosa, ma tranquillizzata dal gran numero di referenze positive che il giovane Jo aveva ottenuto a seguito dei suoi tanti viaggi in giro per l’Europa.

Jo si era messo in contatto con me tramite il sito www.couchsurfing.com, una community di persone che desiderano espandere i propri orizzonti ed aprirsi al mondo, conoscendo luoghi nuovi, surfando il divano di altri membri in tutto il mondo e, a loro volta, offrendo ospitalità gratuita a chi ne avesse il desiderio.

Dopo un giro a piedi per la città, mostrando le meraviglie della Torino che si accende al crepuscolo, decidemmo di fare una sosta in un ristorante per assaggiare le bontà della cucina locale. Optai per un locale che avevo già conosciuto qualche mese prima e dal quale ero rimasta colpita per l’ottima selezione di vini e per le delizie che lo chef offriva. Ci trovarono subito un tavolo nonostante non avessimo prenotato (il locale è sempre colmo per cui è meglio riservare un tavolo per non rimanere a bocca asciutta).

Il locale in questione si chiama L’acino, è un ristorante vineria nel cuore del quadrilatero romano, una sorta di quartiere latino in Torino.

Ecco l’indirizzo preciso:

L’acino

Via S. Domenico, 2
10122 Torino (TO)
011 5217077

Mi trovai a dover consigliare Jo per la scelta dei piatti da degustare. Mi comunicò di essere appassionato di carne, quindi non ebbi alcun dubbio: per lui del Vitello Tonnato e del Brasato al Roero del 2004 con patate. Usciti dal ristorante mi confessò di aver temuto che la salsa tonnata non gli sarebbe piaciuta, in quanto, solitamente, non ama le salse diverse da quelle cucinate in Belgio, ma appena provato il connubio tra carne e salsa al tonno, si è dovuto ricredere. Ha apprezzato ogni cosa tanto da non riuscire nemmeno a conversare mentre assaporava il piatto.

Personalmente, ho deciso di ordinare un menù senza carne, preferendo i formaggi, classico ingrediente della cucina piemontese. L’antipasto fu quasi una rivelazione. Scelsi una mousse al Castelmagno (formaggio tipico piemontese, poco conosciuto al di fuori della regione, decisamente costoso) con miele e composta ai fichi. L’abbinamento del dolce della marmellata al sapore deciso del Castelmagno mi accarezzò il palato e mi fece provare un’emozione che volli far continuare il più a lungo possibile, assaporando lentamente ogni boccone. E’ indescrivibile la bontà di quel piatto, consiglio caldamente di andarlo a provare.

Successivamente scelsi degli agnolotti ripieni di formaggio di capra, conditi con burro e salvia, anch’essi molto buoni, dal sapore deciso la pasta ripiena, classico il condimento.

Dal menù è anche possibile scegliere altre prelibatezze della cucina piemontese. In particolare consiglio alcuni piatti che assaggiai con la mia dolce metà la prima volta che conobbi l’Acino: il flan di peperoni con bagna caoda, l’antipasto misto chiamato “il verde” che presenta alcune delle specialità locali alla salsa verde (la speciale salsa al prezzemolo) tra cui le acciughe e gli agnolotti al brasato con sugo d’arrosto.

Il nostro pasto fu accompagnato da un cesto di grissini che Jo non aveva mai visto e che apprezzò molto, fui entusiasta di spiegargli la loro origine torinese ed il loro ottimo ruolo di sostitutivi del pane.

Bevemmo un’ottima bottiglia di Dolcetto d’Alba del 2007.

Una menzione particolare al servizio, facemmo presente il fatto di avere poco tempo e fummo accontentati senza alcuna obiezione.

Il conto, gentilmente pagato da Jo, è stato di 50 euro.

Jo mi raccontò di aver creduto che gli italiani mangiassero solo pizza e lasagne, dal momento che i suoi ospiti nelle altre città italiane gli fecero credere fosse così. Sperimentò la buona cucina italiana solo a Torino e, senza falsa modestia, grazie alla sottoscritta.

Jacques Cagna, highly recommended restaurant in Paris

In English please, France, Paris on ottobre 15, 2008 at 4:54 pm
Jacques Cagna restaurant

Jacques Cagna restaurant

10th March 2007

That day, my travelmate and I decided to make a reservation in a gourmet restaurant in Paris. We had brought a list of michelin starred restaurant in that city and we wanted to find one who could satisfy our taste and our money availability.

After calling some unavailable restaurants we found Jacques Cagna and we booked a table for two.

In the evening, at about 9 pm, we were there.

14, Rue des Grands Augustins – Paris 6ème – +33 0143264939

We entered an old style room with many kind waiters attending upon us.

The wine waiter suggested us a Bordeaux, the only one we could afford, 30 euros for the small bottle, but it was worth tasting it.

Before starting with our menus the chef offered us a very good entrée, a fish sauce (maybe bisk sauce with cream) to eat with their homemade bread.

And now, here’s what we ate.

Crisp Dublin Bay prawns, avocado purée, grapefruit sauce. The fish was so fresh, the mixed flavoures created an ecstatic, very expensive but delicious plate.

Another very good starter is snails in potatoes, with garlic and parsley butter sauce.

I’m keen about cheese (even if I’m lactose intolerant), that’s why I suggest tasting the assortment of ripened cheese (from Dubois and sons’), salad, dried fruit (homemade) bread and fruit jams, I even corrupted (:-)) the waiter to know where they bought those wonderful milk miracles.

For those who are waiting for the dessert I’d suggest the wild strawberry millefeuille with light Bourbon vanilla cream, raspberry sorbet.

But I highly recommend the warm sliced apple with cinnamon ice-cream and caramel, the sliced apple formed a rose, what a romantic and inspiring moment!

I would thank everybody if they could read me now, I spent wonderful moments there.

The site of this restaurant www.jacquescagna.com shows the menu, you can still order every plate I suggested here.

The bill was about 100 euros per person, but you’ll love every moment.

Jacques Cagna, un sublime ricordo di Parigi

In Francia, Italiano, Parigi on ottobre 14, 2008 at 9:16 pm

Sabato 10 Marzo, 2007

Quel giorno, io e la mia compagna di viaggio avevamo deciso di prenotare un tavolo in un ristorante di alta cucina parigino. Avevamo portato dall’Italia una lista dei ristoranti premiati con una o più stelle Michelin e ci accingevamo a chiamarne alcuni per domandare disponibilità, menù indicativo e prezzi.

Dopo alcune telefonate e dopo che il Relais Louis XIII, la prima scelta, ci aveva comunicato che fosse tutto pieno per quella sera, provammo a chiamare un ristorante situato nella stessa strada. Che emozione quando scoprimmo che il menù era di nostro gradimento, il costo sposava perfettamente con il budget che ci eravamo ripromesse di non superare ed il tavolo per due, quella sera stessa, era disponibile.

Così alle 21 circa arrivammo a destinazione.

14, Rue des Grands Augustins – Paris 6ème – +33 0143264939

Il nome del ristorante è Jacques Cagna.

Dall’accoglienza riservataci, ci rendemmo subito conto della qualità del locale.

Il sommellier ci consigliò un buon Bordeaux, l’unico che ci potessimo permettere, circa 30 euro per la bottiglia da 375 ml, ma ne è valsa la pena.

Dopo aver ordinato, ecco arrivare il cameriere con un’entrée offerta da loro, ovvero una meravigliosa salsa di pesce (forse una salsa bisk con crema) da assaporare con alcuni crostini di produzione propria.

Ma veniamo al menù vero e proprio: da non perdere l’aragosta dell’Atlantico con purea di avocado e salsa di pompelmo, il pesce era freschissimo, il connubio di sapori sciolse il palato in un’estasi di dolcezza. Ho impiegato mezz’ora a finire il piatto, accompagnandolo con i diversi tipi di pane inventati e prodotti dallo chef.

Ottime anche le Escargots selvagge alla Jacques Cagna.

Per una appassionata (e intollerante) di formaggi come me, non poteva mancare la selezione di formaggi “Dubois e Fils, Maitres affineurs” una scelta di 11 diversi frammenti divini provenienti dalla suddetta casa di produzione e tagliati da un cameriere esperto, serviti con del pane ai frutti secchi e confettura di prugne. Che meraviglia! Avrei potuto continuare per ore nell’assaggio, ma prima o poi doveva finire, fu così che diedi la mancia al cameriere per indicarmi l’indirizzo della Dubois e fils, di cui prima o poi posterò una descrizione più accurata.

Per chi aspetta il dolce, consiglio la millefoglie caramellata alle fragole di bosco con crema alla vaniglia e sorbetto al lampone.

Ancor più caldamente suggerisco di provare le fette di mela calde con gelato alla cannella e caramello, si tratta di un piatto che conquista al solo sguardo, la mela è tagliata in fettine sottili disposte a forma di rosa, il caramello è solidificato e si presenta come una griglia arrotondata a cupola, i sapori si sposano a meraviglia e ti lasciano il desiderio di tornare in tale paradiso.

Se potessero leggermi ringrazierei tutti quanti per la meravigliosa esperienza.

Sul sito www.jacquescagna.com è visibile il menù, i piatti da me riportati sono ancora tutti ordinabili.

Consiglio questo locale a chi voglia concedersi una serata di estasi gastronomica spendendo circa un centinaio di euro a testa nella capitale mondiale dell’alta cucina.